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Di difficile datazione, probabilmente l'edificio fu
realizzato attorno al 60, 70 d.C. come quello di Verona e pare che in esso abbia
recitato il poeta latino Trasea
Peto.
Il nome Zairo appare per la prima volta in un documento del1077 ed è
probabilmente una corruzione dialettale di "Satiro" o di " "
(=
theatrum).
Alcuni dei resti del teatro rimasero visibili in superficie fino al '500, poi non
se ne seppe più nulla fino al 1775, quando furono riportati alla luce in occasione
della sistemazione del Prato della Valle.
Attualmente, quando si prosciuga la canaletta per le periodiche pulizie del fondo,
affiora ancora dall'acqua una parte delle sue fondamenta.
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