Nato
a Sorrento nel 1544, dal 1560 fu a Padova, dove seguì le lezioni di legge, fisica ed eloquenza. Nel 1563
si trasferì a Bologna e quindi fu nuovamente a Padova. Più che alle discipline giuridiche, pare egli
si interessasse alla poesia e alle lettere, componendo nella città veneta le sue prime liriche e il Rinaldo
e abbozzando l'idea di un poema sulla liberazione di Gerusalemme. Tra il 1565 e il 1576 fu a Ferrara al servizio
del cardinale Luigi d'Este e nel 1579, avendo dato segno di squilibrio mentale, fu fatto rinchiudere per sette
anni dal duca d'Este.
Morì a Roma nel 1595.
Tra le altre, le sue opere letterarie più celebrate furono l'Aminta, la Gerusalemme Liberata,
i Dialoghi e la tragedia Re Torrismondo. La sua statua, opera dello scultore padovano Giacomo
Gabban,
venne eretta in Prato della Valle nel 1777 per volontà degli studenti padovani. In essa il Tasso appare
vestito come un uomo del 1400 e sembra recitare la sua Gerusalemme Liberata con l'alloro in testa. Ai suoi
piedi ci sono libri, la tromba
simbolo della poesia epica, la siringa e la lira.
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