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Di famiglia veronese, non si hanno notizie certe sulla data della sua nascita. Fu nemico di Ezzelino
e nel 1256 partecipò alla cacciata da Padova di Ansedisio dei
Guidotti, vicario e nipote del tiranno.
Successivamente si oppose a Mastino della Scala e alla morte di questi (ucciso, a quanto sembra, da un sicario
dello stesso Sambonifacio), disilluso nella sua aspirazione a succedergli come signore di Verona, si allontanò
dalla sua città natale e si stabilì a Padova.
Combatté poi a fianco dei Padovani contro i Veronesi per il possesso di Vicenza, ma fu catturato dai suoi
antichi concittadini e riportato a Verona dove morì.
La sua statua, scolpita dal padovano Luigi Verona, fu voluta dal podestà di Padova Domenico Micheli per
onorare il conte Ercole Sambonifacio, discendente di Ludovico, che, a sue spese, fece selciare il recinto del Prato
della Valle.
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