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Nato ad Abano nel 1250, fu matematico, medico e astrologo, come stanno a testimoniare gli
oggetti che compaiono a corredo della sua statua in Prato della Valle: un quadrante, un globo con lo zodiaco perché
si occupava di astrologia e il serpente simbolo del suo sapere in medicina che insegnò all'università
di Padova. È rappresentato inoltre con la toga dottorale sulle spalle e con ai piedi un libro ad indicare
le sue numerose opere. La tradizione lo dipinge come un avaro che si rifiutava di curare gli ammalati sprovvisti
di un certo reddito. Riuscì a contrastare l'accusa dell'inquisizione dei Domenicani di Parigi che lo accusavano
di poteri diabolici, magia ed eresia perché negava l'esistenza dell'inferno, di Eva e dei miracoli di Cristo.
Si difese così bene che fece addirittura condannare l'ordine che lo accusava. Sarebbe stato però
in seguito bruciato vivo a 66 anni nel 1315 se non fosse morto qualche giorno prima. Così fu bruciata nella
pubblica piazza la sua effigie (o le stesse sue ossa). La sua statua in Prato della Valle, opera di G. B.
Locatelli,
fu voluta dai professori dell'Università di Padova nel 1777.
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