Nato a Venezia nel 1483, studiò presso l'Università di Padova e fu letterato,
storiografo, oratore e abilissimo diplomatico, tanto che la Repubblica Veneta lo inviò quale suo ambasciatore
presso le corti dei re di Spagna e di Francia.
Per la sua eloquenza ebbe l'onore di recitare orazioni funebri a signori potenti dell'epoca quali la Regina di
Cipro Caterina Cornaro, Bartolomeo d'Alviano, e il doge Loredan.
Scrisse per conto del Senato una Storia di Venezia e morì a
Blois, in Francia, nel 1529.
La sua statua, opera dello scultore padovano Luigi Verona, venne eretta a cura di Nicolò
Erizzo, procuratore
di S. Marco, nel 1779. In essa il Navagero, rappresentato in costume del secolo XV, con la mano destra regge un
libro indicante le sue eccellenti opere, e con la sinistra sta dando alle fiamme un altro
libro con la scritta Martialis che, evidentemente,
non gli piaceva troppo.
Da un lato c'è un vaso
che getta acqua con la scritta Vantius, simbolo del canale Vanzo lungo il quale amavano passeggiare i letterati
del suo secolo, e su cui il Navagero scrisse dei versi.
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