Nato
a Padova nel 1261, fu notaio, oratore, latinista, storico e poeta. Narrò infatti in esametri l'assedio di
Padova del 1320 da parte di Cangrande della Scala.
Venne chiamato difensore del popolo, perchè, combattendo contro
Cangrande, durante l'attacco a Vicenza
del 1314 fu ferito ben undici volte.
Sulla vita di Ezzelino e della sua famiglia scrisse la più antica tragedia del teatro italiano, L'Ecerinis,
opera che gli meritò l'incoronazione a poeta, avvenuta il 3 dicembre 1315, nel Palazzo della Ragione.
Oltre ad altre composizioni poetiche, scrisse anche parecchie opere di storia e filosofia.
La sua statua, opera dello scultore romano Giuseppe Petrelli, fu eretta in Prato della Valle nel 1831 al posto
di un'altra, che doveva essere dedicata da un arcivescovo di Spalato ad un certo e non meglio identificato Cepione
Traguricese, presunto studente dell'Università di Padova, ma che non fu mai realizzata.
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