Nato a Venezia nel 1619, cominciò molto giovane a dimostrare il suo valore in Grecia.
Combattendo contro i Turchi, si comportò talmente da valoroso da essere nominato prefetto di cinque galee.
Nella battaglia di Paros (1651) il suo tempestivo intervento contro i vascelli ottomani assicurò la vittoria
ai Veneziani. Dal 1657 al 1684 venne poi nominato più volte capitano generale da mar e da tera dell'armata
veneta e sempre le sue valorose imprese ebbero ragione sulle armi dei Turchi. Nel 1688, pur eletto Doge, non abbandonò
l'armata, tanto che nel 1693, a 75 anni, al comando di otto galee si diresse verso i Dardanelli per passare successivamente
in Morea (Peloponneso) che sottomise al dominio della Serenissima. Da questa impresa gli venne il soprannome di
Peloponnesiaco. Morì nel 1694 a Nauplia, cittadina della Grecia e la sua salma, trasportata a Venezia,
ebbe solenne sepoltura nella chiesa di S. Stefano.
La sua statua, già posta sul piedistallo n. 12 e distrutta durante gli eventi della Rivoluzione francese,
venne sostituita con l'attuale, opera dello scultore padovano Luigi Verona. In essa il Peloponnesiaco è
rappresentato in abito eroico romano col bastone del comando. In testa porta il berrettone a tozzo tipico del costume
della Dalmazia.
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