Nato
a Venezia nell'anno 1509, studiò giurisprudenza presso l'Università di Padova. Dopo la laurea tornò
a Venezia e assunse importanti incarichi nell'amministrazione della Repubblica Veneta.
Fu inviato come ambasciatore presso la corte dell'imperatore Carlo V, che a sua volta lo nominò cavaliere.
A sessant'anni abbandonò la vita pubblica e si ritirò a Padova scegliendo come sua abitazione Palazzo
Angeli-Bessarione, in Prato della Valle, abitato in seguito dal suo quasi omonimo Andrea
Memmo. Tornato a Venezia,
vi morì nel 1579.
La sua statua, opera dello scultore trevisano Giovanni Ferrari, venne eretta nell'anno 1787 per volontà
del duca Pietro di Curiandia.
In essa il Memmo regge con la sinistra un libro e, quasi a ricordare che fu anche un valente letterato, la sua
destra è atteggiata nell'atto di indicare il testo, come se stesse spiegando su di esso alcuni passi.
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