Nato a Pisa nel 1564, fu fisico, matematico e astronomo e insegnò matematica a Pisa
e poi, fino al 1610 a Padova.
Elaborando strumenti già noti, mise a punto nel 1609 il primo cannocchiale, che gli permise di scoprire
i quattro satelliti maggiori di Giove e di effettuare osservazioni sulle macchie solari e sui rilievi lunari.
A Firenze dal 1610, si dedicò più intensamente alla ricerca e, per la sua adesione alla teoria eliocentrica
copernicana, subì dal Sant'Uffizio una prima diffida. Nel 1623 pubblicò il Saggiatore, opera
fondamentale perché in essa sono presenti le basi del metodo sperimentale.
Convinto sostenitore dell'indipendenza della scienza dalla fede, nonostante la prima diffida, Galileo pubblicò
nel 1632 il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Esso, pur segnando l'inizio del pensiero moderno,
provocò il processo che culminò nel 1633 con la solenne messa al bando delle teorie dello scienziato
e la sua condanna alla prigione a vita, poi tramutata nell'isolamento.
Morì cieco ad Arcetri nel 1642. La sua statua in Prato della Valle, opera dello scultore padovano Pietro
Danieletti, venne eretta nel 1780, per volonta del granduca Leopoldo di Toscana. Ai suoi piedi c'è un
quadrante e un circino.
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