Professore
di greco ed ebraico e sacerdote, nacque a Padova nel 1730. Insegnò nel seminario vescovile e passò
poi alle cattedre di greco ed ebraico dell'Università, ricevendo, per i suoi meriti, il rarissimo titolo
di professore sopraordinario. La sua casa, che si trovava e si trova ancora al n.10 della via che ora porta
il suo nome, ospitò memorabili convegni di ospiti illustri quali Ugo Foscolo, Vittorio Alfieri, Madame di
Staël e Vincenzo Monti.
L'opera che gli diede fama fu la traduzione dei Canti di Ossian dello scozzese James
Macpherson.
Melchiorre Cesarotti morì a Padova nel 1808. La sua statua, opera dello scultore marosticano Bartolomeo
Ferrari, venne eretta nel 1821. Al suo posto avrebbe dovuto esserci quella di un Gradenigo podestà di Padova,
che non fu mai realizzata.
(Al seguente n.33 c'è un obelisco al posto del quale c'era inizialmente la statua di Andrea Memmo ora spostata
al N° 44 dove invece era stata eretta la statua del Doge Marcantonio
Giustiniani. Al n. 35 c'era la statua
di Antonio Diedo trasportata al n.1 dove si trovava quella del Doge Marcantonio
Memmo. Entrambe le statue dei dogi
furono distrutte dai Francesi nel 1797).
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