Discendente dalla famiglia nobile degli Azzoni di Treviso, nacque nella stessa città
nella seconda metà del Duecento. Già podestà di Belluno nel 1290, fu anche podestà
di Padova, nel 1320 e nel 1323/24. Nel periodo tra le due cariche ritornò a Treviso e combatté con
le milizie della Marca per difenderla contro Cangrande della Scala. In seguito, ritornato a Padova, ricoprì
con autorevolezza tutte le cariche ordinarie e straordinarie e fu quindi console, ambasciatore, pretore, tanto
da destare il sospetto che volesse il dominio assoluto della città.
Subì una morte violenta nel 1327, ucciso da Guglielmo Camposampiero o forse da un certo Guecello Tempesta,
fuoriuscito padovano.
La sua statua, opera dello scultore padovano Pietro Danieletti, venne eretta in Prato della Valle per volontà
dei suoi discendenti Fioravante e Rambaldo degli Azzoni Avogaro nell'anno 1777.
In essa il personaggio è rappresentato in costume del XIV secolo, con il mantello indicante la Signoria
da lui sostenuta, con il bastone del comando (ora scomparso) e con un
elmo ai piedi.
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