Figlio di Niccolò, capitano della rocca di Reggio Emilia, qui l'Ariosto nacque nel
1474. Si trasferì a Ferrara nel 1484 e, abbandonati gli studi giuridici nel 1494, si dedicò a quelli
letterari che però dovette abbandonare nel 1500, alla morte del padre, per provvedere alla sua numerosa
famiglia.
Nella guerra contro Venezia (Lega di Cambrai del 1509) fu al servizio del cardinale Ippolito d'Este, ma ne fu licenziato
nel 1517 a causa del suo rifiuto di seguirlo in Ungheria.
Passato alle dipendenze del duca Alfonso, l'Ariosto fu nominato commissario in Garfagnana e nel 1525 si ritirò
in campagna dedicandosi fino alla sua morte, avvenuta nel 1533, alla revisione del suo capolavoro L'Orlando
Furioso, che rappresenta una delle più alte espressioni di tutta la letteratura italiana.
La sua statua, opera dello scultore padovano Luigi Verona, venne eretta in Prato nel 1784 per volontà di
Giacomo Bulavo. In essa l'Ariosto è rappresentato con la mano destra elevata in atto declamatorio, mentre
la sinistra regge la lira,
ad indicare la sua chiarissima fama di poeta.
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