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Secondo
la leggenda tramandata da Virgilio, Antenore, nobile troiano, si salvò dal massacro e dalla distruzione
di Troia da parte degli Achei fuggendo per mare con i figli Polidamonte ed Elicaone e con l'amico
Opsicella. Raggiunto l'Adriatico settentrionale,
avrebbe risalito il corso del fiume Medoacus (l'attuale Brenta) e fondato l'antica Patavium.
Secondo la tradizione il suo corpo, rinvenuto nel Medioevo, riposerebbe ancor oggi in quella che viene chiamata
Tomba di Antenore.
Commissionata dallo stesso Andrea Memmo, e scolpita dal padovano Francesco Andreosi, la statua del mitico fondatore della città
fu la prima eretta nel recinto del Prato dopo quella di Cicerone, che restò sul suo piedestallo "per
prova" solo pochi mesi.
Antenore è rappresentato in abito da guerriero troiano, con la spada ed il bastone del comando in mano (ora
mutilata). Nello scudo
è rappresentata la pianta della nuova Isola Memmia con l'iscrizione: Silicet et tempus veniet.
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